CHI SIAMO

Mission

33 Officina Creativa (33OC) è una giovane associazione no-profit operante a Toffia, con l’obiettivo di diffondere l’Arte Contemporanea e salvaguardare il patrimonio immateriale locale. Tale scopo è perseguito attraverso scambi internazionali ed attività artistiche, che favoriscano l’integrazione del territorio in un orizzonte più ampio.

33OC è una collettivo culturale che ospita un programma internazionale di Residenze Artistiche e produce spettacoli teatrali e musicali, rassegne cinematografiche, laboratori, corsi ed altri eventi. L’idea è di operare come un luogo di rigenerante incontro sociale e culturale diventando una piattaforma di discussione per la produzione artistica.

Il nostro obiettivo è di preservare la diversità naturale e culturale del territorio ed evitare la museificazione di Toffia offrendo uno spazio comune di ricerca per artisti italiani ed internazionali, per la comunità locale e per operatori in vari settori culturali.

Con il programma di Residenze Artistiche 33OC vuole coinvolgere gli artisti in un dialogo sulle possibili relazioni tra arte, società e territorio. Il programma è stato sviluppato come uno spazio creativo nel panorama culturale locale, dove gli artisti possano condividere luoghi, esperienze e sensibilità. E’ nostra opinione che la ricerca e l’azione artistica siano aiutate, nella loro interpretazione della realtà, dallo stretto contatto con l’oggetto del loro studio. La coesione sociale del piccolo borgo diventa un elemento di ricerca artistica. Lo scopo della residenza è quello di sfidare la consueta percezione del fare Arte, integrandola nella vita quotidiana, attraverso scenari non convenzionali in grado di introdurre nuove idee nella sfera pubblica.

La residenza è concepita come un rigenerante luogo d’incontro interculturale, rivolto in particolare ad artisti internazionali entusiasti di lavorare nell’ambiente di Toffia, e che siano disponibili ad instaurare nuovi rapporti in questo contesto.

Il nostro obiettivo è creare un ambiente capace di stimolare nuovi modi di pensare e di cooperare, incoraggiando la formazione di una rete di artisti italiani ed internazionali.

Il processo creativo è di inestimabile valore, non solo come una dimostrazione di capacità, abilità, conoscenze o bellezza estetica, ma anche come il processo attraverso il quale l’espressione creativa del singolo e del gruppo può contribuire a fare di noi persone migliori.

Storia

Il progetto 33 Officina Creativa, nasce dall’ipotesi di recupero del complesso di San Bernardino. Durante l’edizione 2007 della manifestazione 20 Eventi, un artista proveniente dall’ Accademia  Weissensee di Berlino, Fiete Stolte, si propose di realizzare un’opera relazionale. Il suo progetto consisteva nello stravolgere la suddivisione oraria delle giornate: ogni giorno avrebbe dovuto perdere 3 ore. Questo progetto aveva l’ambizione di rimodulare il fluire delle attività nel complesso di San Bernardino, un spazio che gli era stato presentato come il centro giovanile di Toffia. In realtà “la sala”, nomignolo paesano della struttura, era un po’ magazzino permanente, un po’ Terra di Nessuno.

Perché non dare seguito a questo stimolo costruendo un vero centro culturale? Perché non provare a costruire una realtà in cui un progetto come quello di Fiete avrebbe avuto la possibilità concreta di compiersi?

Durante gli stessi giorni c’era a Toffia un altro artista, Taro Furukata. Il suo progetto prese dei risvolti piuttosto interessanti. Taro chiese agli abitanti del piccolo borgo, attraverso un sondaggio informale al bar, cosa potesse regalare alla comunità  con un modesto budget. Da questa semplice domanda è nato un progetto relazionale di notevole partecipazione. La decisione di riportare un asino in paese, ha stimolato una partecipazione collettiva amplificata dal tragico epilogo dovuto alla fortuita morte dell’animale.

Probabilmente il progetto di Taro è stato quello che maggiormente è riuscito ad incidere sull’immaginario collettivo del paese. L’idea di riportare  l’animale simbolo della cultura agricola tradizionale ha stimolato la  riflessione.

Il tragico epilogo ci ha posto di fronte all’ineluttabile superamento della cultura tradizionale. La morte dell’asino ci pone quindi la necessità di immaginare un nuovo futuro per il paese.

Qualche mese dopo Il nucleo di persone che partecipò alla realizzazione di quel progetto darà vita a 33 Officina Creativa.

Sicuramente i semi germogliano nei campi fertili, le condizioni favorevoli all’elaborazione del progetto sono legate al mutamento demografico che Toffia e la bassa Sabina vivono in questi anni. Nuovi abitanti, in fuga dall’esplosione della città, introducono degli elementi di mutamento in una residuale cultura rurale. Quale futuro per la bassa Sabina? Schiacciata tra il rischio di trasformarsi in una periferia urbana e quello di uno sviluppo turistico desertificante; l’ipotesi di un’analisi  culturale che rielabori la cultura tradizionale appare una delle strade da percorrere sul crinale della modernità.

L’interesse per l’arte contemporanea, soprattutto per i progetti relazionali, nasce quindi dall’ipotesi che progetti artistici operanti sul confine tra arte e scienze sociali possano contribuire alla riflessione sul mutamento culturale nel quale siamo immersi.

Le Residenze Artistiche di 33OC sono ospitate in una chiesa del 13° secolo convertita e l’edificio adiacente. Nel corso degli anni l’edificio adiacente è stato l’ufficio del sindaco, ufficio postale, farmacia, e lo studio del medico. Gli edifici sono stati per molti anni in uno stato di semi-abbandono, restaurato con il lavoro e i fondi personali  dei membri dell’Associazione per un periodo di cinque anni. Attualmente il complesso di S. Bernardino comprende la ex-chiesa di S. Bernardino trasformato in un teatro, una sala di proiezioni, un soppalco per musica, vari sale polivalenti, un ufficio, una cucina e due camere da letto.

Qui sotto potete vedere alcune foto dello spazio come è stato trovato.