STAGIONE TEATRALE 2019


10 SPETTACOLI PER UN TEATRO
Rassegna di teatro contemporaneo

5 ottobre – 7 dicembre, 2019
Undicezima Edizione
Direttore artistico: Pino Grossi


PROGRAMMA

5 OTTOBRE

SPROVVISTI DI DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO
T.s.o. Teatro

Con D. Aspesi, C. Velda Mei, F. Gambini, L. Bitetti, P. Grossi, L. Panizzi
Scritto da L. Panizzi e F. Gambini
Diretto da Lara Panizzi
Progetto grafico Davide Cecilia


E se all’improvviso ti svegliassi e non ricordassi più chi sei? Cosa accadrebbe nella tua vita se i debiti che hai diventassero così tanti da non farti più dormire la notte? E se tutto intorno a te diventasse grottesco e confuso? Saresti disposto a giocarti il tutto per tutto o rinunceresti alla partita più grande?

Nella vita ci sono momenti in cui tutto può risolversi o precipitare. Sei persone, una borsa, 24 ore. Rocamboleschi scambi, schiaccianti verità, equivoci, ricordi, chiarimenti, sei vite che si mischiano per un giorno. Come nella migliore delle tradizioni italiane loro soffrono e noi li guardiamo ridendo.

Lo Zoppo, l’uomo che non deve chiedere mai
Isadora, la cleptomane recidiva
Lisa, la donna votata al salutismo estremo
Benedetto, l’uomo succube delle donne
Laura, la stronza
Cesare, beh … lui cammina e questo basta.

Confusi, incompresi, perversi, poveri, saccenti, irriverenti, illusi, sorpresi, cinici ma soprattutto, per scelta o per necessità, tutti sprovvisti di documenti di riconoscimento.


12 OTTOBRE

FLAVIO E ISABELLA
Lazzi e capricci dell’amor cortese
C.A.O.S.

Con Guglielmo Bartoli e Milena Frantelizzi

Lo spettacolo sviluppa i personaggi degli “innamorati” nella commedia dell’arte, personaggi spesso minori, intorno ai quali però ruota la commedia, precursori dei Romeo e Giulietta shakespeariani e dei Renzo e Lucia manzoniani, Flavio e Isabella sono certamente più leggeri e meno drammatici, anzi si può dire che vivono la loro storia in maniera goffa e infantile, fino al limite del comico e dell’assurdo.
Gli “innamorati” della Commedia dell’arte erano gli unici personaggi non mascherati nello spettacolo, entrambi sono benestanti e di buona educazione. Entrambi sono più innamorati dell’idea dell’amore che l’uno dell’altro, così come con se stessi, ma alla fine dello spettacolo riusciranno ad esprimere i loro sentimenti.

Guglielmo Bartoli e Milena Frantelizzi lavorano insieme nella compagnia C.A.O.S. da un ventennio, specializzati nel teatro di strada, nel nuovo circo e dei suoi linguaggi, nella formazione artistica nel sociale e nell’organizzazione di eventi.


19 OTTOBRE

LUCE BIANCA
Sharleena Teatro

Liberamente ispirato a “Cecità” di J. Saramago

Di e con Silvana Mariniello
Regia Vania Castelfranchi
Musiche Egidio Grasso

Il racconto teatrale che de-lucida.
Oggi siamo offuscati e obnubilati a tal punto da arrivare a modificare i cicli della natura. Umani che si ergono onnipotenti su tutti gli altri viventi. L’essere umano devastatore, prevaricatore che non ha il senso dell’altro e che vive in una nebulosa.

Un gruppo di ciechi accompagnati da una donna che cerca di portarli in salvo. Lei unica vedente del paese colpito da una sconosciuta “epidemia” Nello spettacolo la LUCE diventa la metafora del buio, perché BIANCA.


26 OTTOBRE

SCOMPAIO
Ovatta Armata

Diretto e interpretato da
Francesca R. Miceli Picardi e Manola Rotunno
Scritto da Francesca R. Miceli Picardi

Laura è alla stazione che non aspetta nessun treno. O per strada, senza fretta di andare in nessun posto. Se la vedi le resti lontano, volti lo sguardo e la dimentichi velocemente. Il resto del tempo è o resta invisibile. Eppure ha un nome, una storia e molti ricordi come ognuno di noi. Ma c’è qualcuno che si ricorda di lei?

Beatrice invece non la incontri per strada con molta facilità, ma se succede non puoi non voltarti e notare la sua classe. Ha scelto di non vivere di ricordi. Il suo tempo è un calendario invisibile che profuma di cipria e si veste di perle. Ma a volte, lei, il tempo lo ferma. Quasi scompare. Mentre Laura canta. Sembra impossibile che queste due donne possano toccarsi, ma potrebbero essersi sfiorate.
Cosa possono avere in comune una barbona e una ricca borghese? Forse nulla, forse pezzi di vita che si è scelto di mettere da parte. Due mondi a confronto, due realtà talmente vere da sembrare irreali. Due donne che si scontrano senza mai incontrarsi davvero, che si sfiorano senza toccarsi. Ci si può trovare mentre ci si perde, scomparendo ognuno nel proprio buio che, a volte, diventa una luce accecante.


2 NOVEMBRE

SI FA PER DIRE
Musicanti di Brama

Teatro canzone
In scena: Daniela Maurizi (voce), Michael Wernli (chitarra), Alberto Proietti Gaffi (percussioni)
Regia: i due wermau (Wernli-Maurizi)

“SI FA PER DIRE” è un incontro di musica e parola che si riallaccia alla tradizione del teatro canzone venato di critica sociale ironica e onirica. Il repertorio canoro attraversa diverse sonorità popolari del mondo, su brani originali di D. Maurizi e M. Wernli, eseguiti in trio acustico con: Daniela Maurizi al canto, Michael Wernli alla chitarra, Alberto Proietti Gaffi alle percussioni, insieme dal 2018 nella formazione italo-svizzera “i musicanti di brama”.


9 NOVEMBRE

HOMEBLESS
Andrea di Cosimo

Lo spettacolo da strada “HOMEBLESS” è uno spettacolo di circa 50 minuti di tipo mimo-danza-giocoleria e clown, adatto per un pubblico di tutte le età.

Il protagonista CHAPEAU è un senza fissa dimora che ha con se solo un cappello e le sue valigie che sono la propria casa, il proprio rifugio. Lui, è un clown moderno e dinamico che ha ottimo feeling con i più piccoli, ma che allo stesso tempo è capace di creare una straordinaria empatia col mondo degli adulti.

Lo show scorre frizzante e leggero e la sua caratteristica principale è quella di avvalersi soprattutto d’idee e numeri autentici che non fanno parte del repertorio di pubblico dominio dei clown.


16 NOVEMBRE

LISBOA MEU AMOR
Isabella Mangani e Stefano Donegà

Oggigiorno, quando si dice Portogallo, anche la parola “fado” sorge spontaneamente alle labbra. Nel 2011 questo genere musicale struggente, ricco e anche allegro (nonostante gli stereotipi) è stato onorato della definizione di “patrimonio immateriale dell’umanità” dall’UNESCO.

Si tratta di un tesoro vastissimo, il cui valore i portoghesi riescono ad accrescere lasciando permeare la tradizione da nuove voci, nuovi approcci quasi sempre rispettosi e pieni di senso. Il Portogallo dispone tuttavia di una ricchezza musicale assai più varia, che qui, nel piccolo spazio di un’ora e un quarto tentiamo di far assaporare, sperando di stimolare ricerche personali e domande post-concerto.

“Lisboa meu Amor” è infatti uno spettacolo dedicato interamente alle sonorità portoghesi, ma non solo al suo genere più noto. Molti sono gli omaggi al fado classico, quello di Amália e di altre celebri voci, e i riferimenti alle sue declinazioni più moderne. Ho deciso però d’inserirvi anche molti rimandi a generi che assai si discostano da questo, passeggiando nel tempo (dal Cinquecento fino a brani scritti pochi mesi fa) e nello spazio, pur restando in Portogallo. Infine, faccio qualche inaspettata incursione in Italia, tra parole e racconti, inducendo lo spettatore a (rac)cogliere il filo rosso gettato dalla musica.

Compagno in questo tragitto è Stefano Donegà, che con la sua chitarra regala al pubblico anche pregevoli momenti solistici.


23 NOVEMBRE

SI FA COSÌ
Di e con Fabio Cicchiello

“Si fa così” sembra essere un motto molto diffuso, tutti sanno come si fanno le cose tranne il protagonista di questo monologo comico scritto ed interpretato da Fabio Cicchiello. In scena solo due sedie , la prima, dedicata ad uno psicologo, è decisamente più comoda della seconda sulla quale siede un paziente desideroso di conoscere se stesso. Dopo aver scoperto la propria essenza , il nostro eroe rimane decisamente deluso e si lascia andare al racconto delle sfide di una vita, partendo da quelle grandi come la paternità , per arrivare a quelle più piccole come la scelta delle zucchine al mercato.
Ne viene fuori uno spaccato di vita sincero ed esilarante nel quale l’unica salvezza è rappresentata dalla resa gioiosa ed incondizionata. Arrendersi ai fatti della vita in questo caso non è un atto di codardia ma di coraggio, un’audacia che viene premiata con un’esplosione di tenerezza.


30 NOVEMBRE

HEARDING SPACEAS
Jo Wang

Concerto interrativo di musica elettronica

Jo Wang, musicista norvegese, compone e pubblica musica elettronica dalla fine degli anni ’80. La sua musica è spesso descritta come visuale, e al confine tra rumore/melodia e astratto/figurativo. Ha una vasta esperienza nel migliorare l’acustica delle sale da concerto di tutta Europa utilizzando un sistema elettronico di potenziamento elettroacustico. Nel suo progetto HERDING SPACES, combina questa tecnica con la sua musica elettronica in un contesto d’improvvisazione.

Nessuna stanza ha le stesse proprietà. Con Pitagora come «compagno», le dimensioni fisiche e il design della sala creano le premesse per il registro tonale. Durante il processo, lo spazio reale viene specchiato con uno spazio virtuale. Insieme formano una relazione, un duetto, il quale insieme alle proprietà fisiche della sala formano la struttura per la tavolozza tonale. Anche la presenza del pubblico nella sala avrà il suo ruolo nel influenzare l’espressione sonora.

In questa intima interazione psico-acustica, il concetto di “live” si espande oltre ad una comunicazione a senso unico dal palco verso il pubblico. HERDING SPACES è completamente collegato all’effettiva esibizione dal vivo che sta avvenendo proprio in quel momento.

Considerando tutto questo, una registrazione sarebbe una mera riproduzione mono-dimensionale della performance, perdendo tutti i processi psicoattivi tra il musicista e l’ascoltatore che coesistono nello stesso ambiente acustico, e quindi influenzano anche il risultato.

Le diverse impronte acustiche degli spazi, combinate con il suo approccio musicale improvvisativo rendono ogni sessione imprevedibile e unica.


7 DICEMBRE

AÒ, ‘MBÈ?! IAMM JÀ!!
Nico Caruccio e Pino Grossi

L’idea è quella di seguire un canovaccio di varietà/avanspettacolo, con l’inserimento di monologhi, dialoghi, pezzi musicali che parlino di Napoli e di Roma (anche cose assurde, pensavo ad esempio, a un dialogo tra Poseidone e Nettuno, Giulio Cesare e Masaniello).

Il tutto, dividendo gli sketch in temi Roma e Napoli avremo molti spunti come: l’amore, la scaramanzia, il popolo, la chiesa, il calcio, il cibo, le divinità ecc… Ad esempio, a un certo punto in questo copione è inserita una sezione dedicata agli insulti, una carrellata di insulti alla romanesca e alla napoletana che di sicuro lascerà il pubblico sfinito. Degli spazi saranno dedicati alla poesia vera, altri alla poesia popolare, più grottesca e a tratti ‘spinta’. Personalmente, per scegliere quali pezzi fare, sono partito dalle canzoni delle due tradizioni. Spesso ci sono pezzi musicali che mi suggeriscono una scena, una situazione… ed è lì che poi vado a pescare nel repertorio…oppure, mi metto a scrivere se mi serve qualcosa di particolare.

Ingresso libero. Cena a sottoscrizione 10 Euro. Tessera associativa annuale 2 Euro. 
Per prenotazioni e informazioni contattateci via email.